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Sviluppo geotermico: i Paesi africani rafforzano la cooperazione

L'Africa ha il 13% della popolazione mondiale, ma solo il 25% degli africani ha accesso all'elettricità e consumano meno del 3% dell’elettricità globale
 |  Crisi climatica e adattamento

All’Eighth African Rift Geothermal Conference (ARGEO C8) – “Energy and sustainability, seizing the moment to invest in geothermal resources for sustainable development” - conclusasi l’8 novembre a Nairobi,  più di 500 esperti, governi, società civile, università e rappresentanti del settore privato dell'Africa e di altre regioni hanno approvato l'agenda della cooperazione regionale e dell'accelerazione dello sviluppo geotermico in Africa e, per garantire uno sviluppo efficace di questi progetti , hanno riconosciuto la necessità della formazione e dell’aggiornamento continuo dei professionisti della geotermia attraverso il nuovo Africa Geothermal Centre of Excellence istituito dall’ARGEO C8.

La conferenza virtuale di 5 giorni, ospitata dal governo del Kenya in collaborazione con l’United Nations environmentprogramme (Unep), filiale africana dell’International Geothermal Association, Kenya Electricity Generating Company, Geothermal Development Company e Geothermal Association of Kenya, ha evidenziato che «per garantirne l'esplorazione e lo sviluppo di successo, le risorse geotermiche devono essere ancorate a un'esplorazione basata sulla conoscenza che informi i responsabili delle decisioni per sviluppare un quadro politico e normativo appropriato».

Aprendo l’ARGEO C8, il segretario di governo per l'energia del Kenya, Charles Keter, ha sottolineato «la necessità di innovazione e rafforzamento delle capacità nello sviluppo geotermico per alimentare la crescita economica e sociale nel continente. Questa conferenza fornisce al Kenya una piattaforma per costruire partnership con altri Paesi africani che si trovano in varie fasi di sviluppo geotermico e per approfondire la cooperazione in materia di competenze, capacità e trasferimento tecnologico».

I partecipanti alla conferenza hanno riconosciuto che l’utilizzo diretto delle risorse geotermiche è un potenziale punto di svolta per le economie e i mezzi di sussistenza delle comunità rurali in tutta l’Africa, ma questo deve avvenire attraverso una partecipazione significativa delle comunità allo sviluppo e all'attuazione di progetti geotermici.

Juliette Biao Koudenoukpo, direttrice e rappresentante regionale per l'Ufficio Africa dell'Unep, si è detta convinta che «La conferenza e i suoi risultati contribuiranno al raggiungimento dell'obiettivo 7 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), sull'energia pulita e accessibile. L'energia rinnovabile può cambiare e cambierà le sfide e la narrativa energetica africana. Le statistiche sull'uso dell'energia in Africa rivelano uno scenario preoccupante; L'Africa ha il 13% della popolazione mondiale, ma la sua quota nel consumo globale di elettricità è inferiore al 3% e solo il 25% degli africani ha accesso all'elettricità. Più del 70% dell'Africa dipende dai tradizionali combustibili da biomassa».

I delegati hanno concordato sulla necessità di aumentare le risorse geotermiche installate con almeno 2.500 MW di elettricità entro il 2030. Gli stakeholder geotermici continueranno a collaborare con l'Unep nell'ambito del programma ARGeo per creare networking regionali per aumentare la consapevolezza sul potenziale delle risorse geotermiche in Africa.

Il progetto African Rift Geothermal Development Facility (ARGeo) è finanziato dalla Global Environment Facility  (GEF) e implementato dall’Unep ed è stato anciato ufficialmente nel novembre 2010, in occasione della sessione di apertura della Third African Rift Geothermal Conference (ARGeo-C3) a Gibuti. Il progetto punta a sostenere «lo sviluppo del grande potenziale di risorse geotermiche non sfruttate nella regione dell'Africa orientale» e il suo obiettivo principale è quello di «ridurre i rischi associati all'esplorazione della risorsa». Inoltre, punta a «ridurre le emissioni di gas serra (GHG) promuovendo l'adozione dell'energia geotermica nella regione».

Il progetto finanziato dal GEF è stata completata nel 2019. Il Post Gef Unep ARGeo programme della durata di due anni (2021-22) è stato approvato del Comitato direttivo Argeo che si è tenuto il 2 ° novembre scorso.

L’ex presidente dell’Islanda Ólafur Ragnar Grímsson, che è intervenuto alla conferenza, ha rivelato che il rapido sviluppo industriale del suo paese «E’ stato stimolato dai suoi investimenti nei progetti di energia rinnovabile e dallo sviluppo dell'energia geotermica. Sosteniamo che la produzione alimentare faccia parte della dimensione dello sviluppo geotermico. L'energia solare, eolica e geotermica è la base per aiutarci a combattere la pandemia di inquinamento da combustibili fossili e energia sporca, che uccide circa 7 milioni di persone in tutto il mondo. Siamo determinati a continuare questa cooperazione geotermica con i Paesi africani».

Amani Abu-Zeid, Commissario dell'Unione africana (UA) per l'energia e le infrastrutture, ha concòluso: «L'UA riconosce la necessità di cooperazione regionale, nonché la partecipazione del settore privato e delle istituzioni internazionali per investire per accelerare lo sviluppo delle risorse geotermiche nella regione. E’ necessario di sviluppare le capacità di esperti africani attraverso le istituzioni regionali e che le donne siano presenti e visibili lungo tutta la catena del valore geotermico».

E le delegate si sono date l’obiettivo di farlo attraverso la nuova Africa Women Advancing Geothermal e l'African Geothermal Association per rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni nella regione.

Redazione Greenreport

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