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Legambiente: ancora un gesto vigliacco da condannare. Così si peggiora la situazione degli allevatori

Due canidi impiccati a Radicofani. Rabbia per l’ennesima barbara esecuzione

Medwolf: « Questi gesti allontanano la possibilità di trovare delle soluzioni condivise»
 |  Natura e biodiversità

Il progetto Life+ Medwolf esprime tutto il suo sdegno per i due canidi trovati impiccati al cartello di ingresso a Radicofani, un Comune in provincia di Siena con poco più di mille abitanti che fa parte del Paesaggio culturale Mab della Val d’Orcia, patrimonio mondiale dell’Unesco e che è stato insignito della bandiera Arancione del Touring Club per la qualità della vita.

Lo sdegno per questo insensato ed esibito atto di feroce barbarie è tanto a Medwolf  sottolineano che «Ancora una volta ci troviamo a prendere le distanze da un episodio molto grave condannando senza se e senza ma questo gesto sconsiderato e illegale. Ribadiamo per l’ennesima volta che l’unica strada percorribile è quella di lavorare tutti insieme per trovare delle soluzioni condivise. Queste azioni sono inutili e controproducenti e impediscono che certi processi, come quelli che LIFE+ Medwolf porta avanti in provincia di Grosseto, abbiano successo. Noi continueremo a lavorare per perseguire questi obiettivi, forti dei risultati che stiamo conseguendo, e rifiutiamo qualsiasi tipo di violenza».

Sulla questione interviene anche Legambiente: «Prendiamo le distanze da questa ennesima doppia esecuzione di due canidi sotto il cartello di Radicofani. Chiediamo agli allevatori di condannare, ancora una volta, questa brutale e vigliacca uccisione che può solo peggiorare la situazione, L’ennesima brutale e vigliacca esecuzione, questa volta toccata a due canidi impiccati al cartello stradale di Radicofani, rappresenta un gesto da condannare con forza, anche perché non fa altro che rendere più difficile la situazione per gli allevatori e per l’intero territorio».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente,  conclude: «Ci teniamo a condannare con forza questa doppia e vigliacca esecuzione che serve soltanto a scaldare maggiormente gli animi. Così facendo non si aiutano gli allevatori, che rappresentano tra l’altro un presidio fondamentale per il territorio, e non si risolvono i problemi delle predazioni ma anzi si creano squilibri nei branchi, come confermano anche studi scientifici, portando a un aumento delle predazioni sugli animali domestici, più attaccabili rispetto a quelli selvatici. Ci affidiamo all’intervento delle Forze dell’ordine per intervenire fortemente sull’accaduto scoraggiando definitivamente questi gesti barbari. Come Legambiente vogliamo ricordare anche che il lupo è un animale protetto tutelato dalla direttiva Habitat, perché considerato specie a rischio di estinzione, e il conflitto con le attività zootecniche non può certo essere ridotto tramite l’abbattimento ma solo grazie alle misure di prevenzione».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.