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Le opinioni espresse dall’autore non rappresentano necessariamente la posizione della redazione

I Parchi a un passaggio critico

Senza una politica nazionale raccordata a quella comunitaria i parchi e le politiche ambientali e del governo del territorio continueranno a fare acqua
 |  Natura e biodiversità

 

Basta affidarsi alle cronache quotidiane per rendersi conto che parchi e aree protette nazionali, regionali, locali, comunitarie al nord come al sud e al centro stanno vivendo una fase estremamente critica e a rischio.

Per molti versi non si tratta di problemi nuovi ma la novità è che essi, rimasti nella maggior parte dei casi irrisolti – si pensi ai piani nei parchi nazionali ma anche alle aree protette marine- se ne vedono aggiungere  di nuovi o vecchi che ritornano. Si pensi alla gestione della fauna, della caccia, dei guardaparco dopo il passaggio del CFS ai Carabinieri, che hanno accresciuto quei problemi ma anche quello degli incendi e così via. E mentre per fortuna in alcuni territori delicatissimi come quelli terremotati si registra la ripresa di una presenza politica e culturale efficace e interessante, in territori – penso alle Alpi - dove nel complesso parchi e aree protette sia regionali che nazionali si sono contraddistinti per gestioni efficaci, presentano ora situazioni segnate da progetti e iniziative assai poco compatibili con realtà dove i ghiacciai si sciolgono e la mobilità si complica.

A fronte di questa condizione dove abbiamo assistito recentemente anche a tragedie e drammi con vittime e disastri, le risposte finora –nonostante alcune dichiarazioni del ministro Costa giustamente preoccupate- Stato, Regioni ed Enti locali sembrano ancora in forte difficoltà, non soltanto finanziarie, a garantire risposte politiche e istituzionali    efficaci e concordate. Si concordate perché ormai dovrebbe essere chiaro anche agli orbi, che senza una politica nazionale raccordata a quella comunitaria per i parchi ma più in generale le politiche ambientali e del governo del territorio continueranno a fare acqua e neppure pulita.

Dopo gli insuccessi parlamentari avremo finalmente qualcosa di nazionale che sia tale?

Non sarebbe male che partecipassero anche i parchi di più e meglio di quanto hanno fatto finora. Noi dopo il libro sul Parco di San Rossore stiamo per pubblicarne uno dedicato a Bino Li Calsi indimenticato presidente del Parco dell’Etna e di Federparchi nonché capo gabinetto di Piersanti Mattarella assassinato dalla mafia.

di Renzo Moschini – Gruppo di San Rossore

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.