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Riceviamo e pubblichiamo

Parco nazionale dell’Arcipelago toscano: Rallye e gare di Enduro in area protetta

 |  Natura e biodiversità

Sull’Isola d’Elba si è svolta  una gara automobilistica (Rallye Elba Storico, dal 23 al 25 settembre) ed è in programma una gara di Enduro (Trofeo FIM Enduro Vintage 2021 dal 20 al 23 ottobre). Questo territorio, che è parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dovrebbe essere protetto per la sua biodiversità. Attualmente è provato dalla persistente siccità ed è esausto dopo una stagione turistica intensa, che ancora continua e che ha segnato il tutto esaurito. Con la scusa di incentivare il turismo, le amministrazioni pubbliche concedono permessi di distruggere un ambiente naturale che a fine stagione dovrebbe invece essere almeno ripulito e manutenuto. Invece, inquinamento acustico, sentieri solcati dai motori, strade transennate, miasmi di carburanti…

Purtroppo l’italica schizofrenia legislativa permette al governo centrale di riempirsi la bocca di proclami relativi alla eco-sostenibilità e al turismo alternativo, e lasciare a Regioni e Comuni il piacere di accontentare le più svariate categorie di devastatori.

La manifestazione del rallye è nata negli anni ’80 quando ancora il Parco Nazionale non era stato istituito e l’ambiente non era ancora distrutto. La gara di Enduro è tornata all’Elba dopo 40 anni, grazie alle modifiche della Legge Regionale 48/1994 che vietava gare e manifestazioni di fuori strada in aree parco e ad alta biodiversità. La Legge Regionale 19/2017 non solo ha di fatto reso possibile l’ampliamento delle zone in cui sono consentite tali manifestazioni, ma ha anche deputato i singoli Comuni a rilasciare le relative autorizzazioni, con le conseguenze del caso connesse alla pressione degli interessi di categoria. Come cittadini responsabili e consapevoli del disastro ambientale, non abbiamo parole per dire il nostro profondo disprezzo per questa prassi politica da farisei che, a destra come a sinistra, permette di dire una cosa e di farne tutt’altra. Ci auguriamo che l’Europa, prima di darci i soldi per l’ambiente, si renda conto delle gravi incongruenze del nostro Paese.

Prof. Maria Ines Aliverti

Prof. Fabio Garbari 

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.